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La terra delle mine

La terra delle mine

Articolo a cura di Cristiano Ruzzi dell’Associazione culturale Zenit

Sebbene, sia sempre stato presente, fin dagli anni settanta, una certa cinematografia di guerra ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, essa era sempre preimpostata da una determinata prospettiva, dove i “bravi” soldati alleati erano contrapposti ai “malvagi” soldati dell’asse capeggiati, in alcuni film, da ufficiali tanto sadici da sembrare dei supercattivi da fumetto.

Negli ultimi anni, tuttavia, questa tendenza è stata totalmente stravolta da film in cui si racconta il lato drammatico, tragico e umano di chi, secondo la storiografia ufficiale, ha combattuto dalla parte sbagliata, i cosiddetti “vinti”.

È il caso del film di Martin Zandvliet, un registra Danese che ha girato un dramma di guerra intitolato “Land of Mine” (La terra delle mine), che racconta la storia dello sgombero, nei campi minati, di circa due milioni di mine che furono piantate lungo la costa occidentale della Danimarca, durante la guerra, dai tedeschi. Queste mine erano così tante che il governo Danese solo di recente, nel 2012, ha ufficialmente dichiarato tutte le spiagge sicure.

La storia che sta alla base del film, essendo tratta da un fatto vero, è tanto beffarda quanto amara: i tedeschi occuparono la Danimarca dal 1940 al 1945, minando le coste per prevenire un’invasione alleata lungo le coste danesi. Alla fine della guerra, le autorità locali usarono i prigionieri di guerra tedeschi per cominciare il massiccio sminamento dei campi. Zandvliet ha focalizzato tutta la storia su un piccolo gruppo di questi prigionieri, a cui fu detto che se avessero sminato le zone sarebbero tornati a casa: la maggior parte di loro erano solamente degli adolescenti. Il gruppo, sebbene gli venga insegnato come sminare i campi, opera sotto la costante minaccia di essere ucciso da un’esplosione. Il film traccia il cambiamento di atteggiamento di una guardia danese verso questi prigionieri. Egli comincia a guardarli come semplici ragazzi che vogliono tornare a casa, piuttosto che prigionieri di guerra appartenenti al regime nazista.
Il film simpatizza con la difficile situazione dei prigionieri e durante il film si vede, infatti, il legame tra di essi e la guardia durante tutto lo sviluppo della trama. Nella realtà, circa la metà dei soldati tedeschi che parteciparono allo sminamento morirono facendo questo “lavoro”.

Land of Mine, infine, rappresenta la cinematografia della Danimarca al Foreign Language Film Academy Award.


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