Associazione Culturale Zenit – Filtra la verità!

Discorso di Guglielmo Casalini a Belgrado per la conferenza dell’ESFK

Discorso di Guglielmo Casalini a Belgrado per la conferenza dell’ESFK

Come potete ben leggere, sulle nostre magliette, sono ben evidenziate due parole: EUROPEAN VOLUNTEERS. Volontari perché Solid è un’organizzazione completamente volontaria, una comunità composta da ragazzi, quasi tutti tra i 20 e i 30, i quali hanno deciso di offrirsi e di dare, senza ricevere nulla in cambio e senza nessun tipo di tornaconto ma per una semplice scelta limpida di giustizia, di verità e di solidarietà. Europei invece perché questa è un’organizzazione Europea, che coinvolge tutti quegli europei liberi che vogliono proteggere, difendere, aiutare e tutelare quel poco che ancora è rimasto della nostra Europa. E proprio il Kosovo, sacra terra serba e allo stesso tempo europea, ormai da 3 anni a questa parte è diventato uno degli obiettivi principali dove poter concentrare i nostri aiuti umanitari e i nostri sforzi. Essendo europei, e com’è giusto che sia, ovviamente abbiamo più a cuore di qualsiasi altra cosa la nostra Terra, ma questo non esclude la nostra presenza e il nostro aiuto in altre parti del mondo: in Africa, nell’America-Latina e in Asia. Alcuni progetti per il futuro sono in fase di preparazione, come per esempio il Messico a sostegno della identità del popolo Raramuri, la Crimea dove vive una minoranza italiana dimenticata da più di mezzo secolo dallo stato italiano, la Grecia strangolata dalla morsa livellatrice e assassina della finanza internazionale insomma ovunque esista una popolazione che vuole difendere la propria identità ma molti altri invece, come per esempio lo è per il Kosovo, sono già partiti da qualche anno e mi riferisco al Sud-Africa in sostegno dei boeri, al Kenya per aiutare orfanotrofi e alla Birmania al fianco del popolo Karen in lotta contro il governo e il suo esercito per difendere la propria identità contro multinazionali, traffico di droga e mondialismo. I motivi che più personalmente mi hanno spinto a battermi concretamente per il Kosovo e dunque per la Serbia sono stati fondamentalmente due: il primo è sicuramente per dovere di coscienza, in segno di scuse nei confronti di una popolazione, la quale ha sofferto anche per causa nostra; dico questo perché gli aerei americani che dovevano colpire la capitale serba sono partiti da Aviano, vicino Udine. E niente potrà mai pulire le mani insanguinate dell’Italia e del suo governo. Il secondo motivo, altrettanto importante, è perché Belgrado è come Roma! E bombardare Belgrado vuol dire bombardare città, simboli di civiltà e storia come Roma, Madrid, Parigi, Vienna…bombardare Belgrado vuol dire bombardare uno dei cuori dell’Europa, una delle città più antiche del Vecchio Continente; quello che pochi anni fa hanno subito i serbi, lo hanno subito durante la guerra anche le nostre famiglie, i nostri nonni. Per i boia “a stelle e strisce”, come ci insegna la storia fino ai giorni nostri, lanciare bombe è stata la miglior cosa che siano mai riusciti a fare. E non solo…dopo essere entrati, hanno deciso, come da noi è accaduto con la Mafia, di stringere accordi con la mafia locale albanese, trattando armi, droga, organi, immigrati, prostituzione, ecc… Quando vedo i sorrisi spensierati dei bambini serbi, i visi tristi delle loro madri e gli occhi fieri e stanchi dei loro padri, mi vengono i brividi…perché al posto loro potevamo esserci noi e le nostre famiglie. E questo anche perché da un punto di vista culturale, somatico, religioso, storico e geografico, le differenze sono davvero minime. La nostra Europa non è certo questa, ma è quella dei popoli, ognuno con le proprie radici e tradizioni. Se da una parte i governi e le lobby mondiali hanno in mente, come sta già avvenendo, di dar vita a un programma di demolizione e smantellamento di ciò che a noi è più caro, dall’altra è giusto che ci sia una risposta da parte nostra, forte, concreta. Solo dando vita ad una rete solidale, tra persone libere e determinate, possiamo mantenere accesa la fiamma. Qua non stiamo parlando di politica e tribune elettorali, qua si parla di rapporti umani tra persone, di amore, di emozioni, di solidarietà, di tradizione, di speranza e di giustizia. Torno a spiegarvi cos’è Solidarité – Identités e le missioni svolte fin d’ora e le sue finalità. SOL.ID è un’associazione a vocazione caritatevole ed umanitaria, il cui fine è l’assistenza ed il sostegno a quei popoli in lotta per la propria sopravvivenza, la salvaguardia della propria cultura e la difesa della loro identità. Per contrastare il rullo compressore della mondializzazione liberale il cui unico obiettivo è l’uniformizzazione del mondo sotto lo scacco finanziario dei mercati, è necessario ed urgente il richiamo a quella solidarietà e collaborazione attiva tra uomini ancora liberi che hanno a cuore la diversità dell’universo e la pluralità delle sue rappresentazioni veicolate da ogni popolazione. Questo “aiuto allo sviluppo” non dev’essere confuso con un’assitenza perpetua né con una contraparte “umanitaria” delle politiche di sfruttamento occidentali (del tipo acquisti in massa di terreni agricoli per produrre “agrocarburanti”) come purtroppo oggi succede troppo spesso. E non dev’essere nemmeno portato avanti da radical-chic masochisti, utopisti e penitenti ma da europei fieri e coscienti della posta in gioco, da “identitari” che lavorano con altri “identitari” che lavorano con altri “identitari” semplicemente di un’altra razza o di un’altra civiltà. Solo offrendo delle prospettive alle popolazioni del terzo mondo, aiutandoli a ritrovare il loro orgoglio e la loro autonomia, potrà essere contenuto il cataclisma migratorio, questa macchina che schiaccia i popoli e le identità. E’ da questa imperiosa esigenza che i membri dell’associazione Solidartié-Identités si impegnano a mettersi al servizio di tutti quegli uomini che ovunque e attraverso il pianeta, vogliono continuare a vivere sul suolo dei loro padri, secondo le loro leggi, le loro culture, regole e tradizioni. In questa ottica Solidartié-Identités ha già partecipato, al fianco di Casapound Italia e dell’associazione Popoli, ad una missione per i Karen della Birmania, perseguitati da una giunta militare finanziata dalle multinazionali occidentali, ad una missione per sostenere le minoranze serbe in Kosovo con l’Associazione Culturale Zenit, ridotte alla reclusione nelle enclavi misere ed isolate dallo Stato islamo-mafioso albanese con la complicità internazionale e sotto la tutela di Washington. Siamo stati in Siria accolti dalle massime autorità governative per lanciare tra pochissimo tempo un ambizioso progetto solidale che vada a rompere un embargo infame contro il paese del legittimo governo di Bashar al-Assad e ci siamo stati con il Fronte Europeo per la Siria e le associzioni Sempre Domani, Foro753, Zenit e CasaPound tutte presenti anche oggi in questa sala per partecipare e far decollare i nostri progetti anche qui in Kosovo e Metochia. Solidartié-Identités è stata anche in Kenia, sempre con Casapound Italia, per visitare degli orfanotrofi e proporre un aiuto concreto sotto forma di cibo, supporto educativo e medico, ma soprattutto per analizzare le possibilità di una cooperazione finanziaria al fine di creare delle micro-imprese atte allo sviluppo economico locale. Affinché queste azioni durino, si sviluppino e si moltiplichino, affinché il mondo non si trasformi in una immensa torre di Babele e che i popoli possano collaborare ed essere indipendenti a casa loro: Solidarité-Identités si impegnerà con tutte le forze a propria disposizione per dare un segnale forte ed inquivocabile di un cambiamento radicale delle convinzioni con cui il potere globale pretende di risolvere i problemi così gravi fin d’ora descritti.


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